Artrosi al ginocchio: cos’è e come prevenirla.

Scale, salite, discese, strade sconnesse e falsi piani.

Al solo pensiero lo sentite anche voi quel dolorino alle ginocchia che vi perseguita da tanti, forse troppi, anni? 

Ovviamente le radiografie fatte sono tante quante le gocce d’acqua in un temporale estivo e la diagnosi la conoscete già: artrosi al ginocchio.

Sì ma…vi siete mai chiesti che cos’è questa maledetta artrosi al ginocchio?

In questo articolo andremo proprio ad approfondire e fare chiarezza su cosa è l’artrosi al ginocchio, quali sono le sue cause, come curarla, ma soprattutto come possiamo e dobbiamo prevenirla!

Cos’è l’artrosi al ginocchio

Facciamo un passo indietro, e partiamo dalle basi. 

Per capire cos’è l’artrosi al ginocchio, ma ancora più in generale l’artrosi, dobbiamo prima capire cosa è un’articolazione, e come essa funziona.

L’articolazione e la cartilagine

In un’articolazione due ossa si trovano a contatto tra di loro, e la cartilagine articolare ricopre, come se fosse un cappello, quelle parti di osso che si toccano. 

Questa ha un colorito bianco perlaceo e riveste le estremità delle ossa, proteggendole dall’attrito. La sua funzione è simile a quella di un cuscinetto ammortizzatore che con la sua azione salvaguardia i normali rapporti articolari e permette il movimento.

Il compito principale della cartilagine articolare, infatti, è quello di permettere lo scorrimento reciproco di un osso sull’altro, quindi capite bene che se questa cartilagine si assottiglia fino a scomparire (quello che succede nell’artrosi), un osso non riesce a scorrere bene sull’altro. 

È un po’ come se provassimo a far scorrere una grattugia contro un’altra grattugia, esempio poco elegante ma che rende bene l’idea.

cartilagine articolare del ginocchio

Chiarito questo concetto, torniamo alla nostra domanda iniziale…cosa è l’artrosi al ginocchio?

Artrosi e gonartrosi

L’artrosi al ginocchio (chiamata in ambito medico gonartrosi) non è nient’altro che l’applicazione del termine più generico artrosi, al distretto del ginocchio.

Infatti l’artrosi è una malattia che colpisce potenzialmente tutte le articolazioni, provocando l’assottigliamento della cartilagine articolare; e nell’artrosi al ginocchio succede esattamente questo. 

La cartilagine che riveste i capi ossei di questa articolazione (femore e tibia) si usura, andando a verificare quanto descritto sopra.

Da qui poi tutta la sintomatologia che ne consegue e che conosciamo bene: infiammazione, dolore, ginocchio caldo e gonfio, rigidità, e difficoltà ad affrontare le attività quotidiane.

Quali sono le cause dell’artrosi di ginocchio?

È difficile, e quasi impossibile, attribuire l’artrosi al ginocchio ad una sola causa; di norma infatti, l’artrosi al ginocchio è il risultato di una combinazione di fattori, chiamati anche fattori di rischio.

Tra i possibili fattori di rischio che possono portare all’artrosi al ginocchio, figurano:

  • L’obesità: più peso significa più carico sulle ginocchia, e quindi maggiore stress per la cartilagine.
  • Il sesso: si è visto che le donne sono molto più soggette a sviluppare l’artrosi al ginocchio, in partiolare dopo i 55 anni di età.
  • L’età: la percentuale di soggetti affetti da artrosi al ginocchio aumenta al crescere dell’età. Il normale processo di invecchiamento infatti, porta ad una degenerazione della cartilagine. 
  • Attività lavorativa e infortuni sportivi: alcuni impieghi implicano un carico eccessivo sulle ginocchia rispetto ad altri, mentre alcuni sport, come il calcetto, le espongono a traumi e microtraumi ripetuti che nel tempo potrebbero portare a sviluppare artrosi al ginocchio.
  • Fattori genetici: alcune persone hanno un predisposizione genetica verso l’artrosi, che comporta un deterioramento delle cartilagini.
  • Il fumo e alcune malattie metaboliche: come il diabete e la gotta.

Già vi sento, vi starete chiedendo “ma allora io cosa devo fare con questo problema?

Come curare l’artrosi al ginocchio

Prima di parlare delle cure, dobbiamo innanzitutto chiarire che l’artrosi al ginocchio, e più in generale l’artrosi, è purtroppo una condizione irreversibile e progressiva; le lesioni alla cartilagine del ginocchio, infatti, sono impossibili da recuperare, e con la tendenza a peggiorare nel tempo.

Quindi la mossa più astuta sarebbe quella di agire ancora prima, cercando appunto di prevenirla (parleremo di questo fra poco).

Bene, ma a me purtroppo è stata già diagnosticata, o penso di averla, come devo agire?

Parlando delle cure  per l’artrosi al ginocchio, dobbiamo dividerle in due categorie: una di tipo conservativo, dove non necessitiamo dell’intervento dell’ortopedico, e una di tipo chirurgico, dove ahimè dobbiamo metterci nelle mani dello specialista.

Il trattamento conservativo

Il trattamento conservativo prevede innanzitutto l’eliminazione dei fattori di rischio per l’artrosi al ginocchio, e poi l’adottamento di nuove strategie che mirano ad alleviare i sintomi e rallentarne la progressione.

Tra i vari trattamenti troviamo:

  • L’esercizio fisico: questo ha molteplici scopi. Stimolare la produzione del liquido sinoviale (il liquido che lubrifica la cartilagine), preservare la mobilità articolare del ginocchio, e rinforzare la muscolatura di tutto l’arto inferiore. Una muscolatura della coscia più forte è in grado, infatti, di ammortizzare ed allegerire il carico dato dal peso del corpo sul ginocchio. La fisioterapia ha proprio questo obiettivo.
  • La perdita di peso: abbiamo visto qualche riga fa, che il peso eccessivo è uno dei principali fattori di rischio per l’artrosi al ginocchio. Quindi agire sul controllo e sulla riduzione di questo può sicuramente portare giovamento all’articolazione.
  • Utilizzo di antinfiamamtori: le principali medicine per bocca usate sono il paracetamolo e l’ibuprofene (antinfiammatori non steroidei). In caso di fallimento vengono usate le iniezioni di corticosteroidei.
  • Iniezioni di acido ialuronico: queste vengono usate per lubrificare l’articolazione, ed ottenere quindi quello stesso effetto prodotto dall’esercizio fisico.

Tutte queste terapie, insieme, possono aiutare nelle fasi inziali della malattia mantenendo basso il dolore ed alta la mobilità articolare.

Noi ci sentiamo comunque di consigliare, in accordo con gli ultimi studi, di preferire sempre l’esercizio fisico e la Fisioterapia, associati ad una corretta alimentazione antinfiammatoria per la perdita di peso. Questi sono due punti chiave dai quali non si può prescindere, ancor prima dei medicinali.

ragazza fa squat per l'artrosi al ginocchio

Purtroppo però, qualora il trattamento conservativo dovesse fallire, la strada da seguire ci porta direttamente davanti la porta dello studio dell’ortopedico: qui, radiografie in mano, ci viene dato il verdetto:

si deve operare, la protesi farà al caso suo

Il trattamento chirurgico

La chirurgia protesica ha fatto passi da gigante negli ultimi venti anni, nuovi materiali e nuove tecniche sempre meno invasive hanno reso la protesizzazione di ginocchio uno degli interventi più frequenti e sicuri. 

La prima scelta che il chirurgo dovrà fare sarà se intervenire su una metà dell’articolazione o se su tutto il ginocchio. 

Nel primo caso applicherà una protesi monocompartimentale che, come dice il nome, sostituirà solo metà del ginocchio proprio perché l’artrosi ha colpito solo una metà lasciando integra l’altra e solitamente quella da sostituire è sempre quella interna.

Nel secondo caso l’intervento interesserà tutto il ginocchio, applicandovi una protesi totale.

Ottimo, intervento fatto e ora è tutto a posto, vero? Invece no.

Ora arriva il bello! La fisioterapia!

La riabilitazione nell’artrosi del ginocchio

Ogni protocollo terapeutico è individualizzato e cucito addosso ad ogni paziente come un vestito su misura, quindi la fisioterapia sarà mirata alle necessità ed alle esigenze specifiche del paziente. 

Negli ultimi anni si è visto come mettere in piedi il paziente già dopo quattro o otto ore dall’intervento con l’aiuto degli ausili, conceda una miglior guarigione ed un miglior recupero.

Per cui la tendenza è quella sempre di iniziare a muovere il ginocchio il prima possibile.

L’obiettivo primario è quello di ottenere inizialmente la massima estensione del ginocchio, seguita poi dal recupero della massima flessione e nel mezzo verranno inseriti anche molti esercizi di rinforzo muscolare, di equilibrio e, pensate un po’, dovrete anche reimparare a camminare! 

Prima con due stampelle, poi con una e infine senza. 

Tutto questo percorso purtroppo non sarà in discesa, ci saranno giorni in cui dolore sarà maggiore e giorni in cui il dolore sarà solo un ricordo sbiadito. Ci vorranno settimane prima di tornare completamente autonomi, nel frattempo avrete bisogno dell’aiuto dei vostri cari e per questo, dico a voi care signore, demandate molti lavori domestici ai vostri mariti!

Una volta concluso tutto il circuito intervento-riabilitazione potrete tornare serenamente a salire e scendere le scale, camminare in salita, in discesa e su percorsi irregolari, ma soprattutto tornerete padroni della vostra vita senza più dolore.

La prevenzione per l’artrosi al ginocchio

Come abbiamo già accennato prima, l’artrosi al ginocchio è una patologia irreversibile e progressiva, una volta che si è instaurata.

Quindi una volta che il nostro ginocchio inizia ad andare in contro ad un processo artrosico, l’unica cosa che possiamo fare, come abbiamo visto, è quanto meno ridurre i danni il più possibile, e mantenere una buona funzionalità.

Per cui, come per ogni patologia, la cosa migliore sarebbe sempre quella di agire ancora prima, giocando d’anticipo. È fondamentale infatti cercare di prevenire questo tipo di patologia, in quanto potrebbe risultare veramente noiosa ed invalidante.

Ma come si effettua la prevenzione per l’artrosi al ginocchio?

Come si attua la prevenzione per l’artrosi al ginocchio

Qualche paragrafo piu sù, accennavamo al fatto che esistano dei fattori di rischio estremamente importanti per l’artrosi al ginocchio, e guarda a caso la prevenzione inizia proprio da qui.

Infatti la prevenzione per l’artrosi al ginocchio è composta di due parti fondamentali: una prevenzione primaria, ed una prevenzione secondaria.

Vediamole più nel dettaglio

Prevenzione primaria

La prevenzione primaria per l’artrosi al ginocchio, è la più efficace e anche la più interessante da attuare, in quanto si basa principalmente sulla modifica del nostro stile di vita, richiedendo quindi una collaborazione attiva.

Si tratta, molto banalmente, dell’eliminazione o quanto meno della riduzione dei fattori di rischio più importanti che abbiamo visto prima.

Quindi ci sono una serie di accorgimenti che puoi mettere in atto per prevenire questa patologia, vediamoli:

  • Controllo e riduzione del peso corporeo: tramite un’alimentazione corretta ed equilibrata.
  • Svolgere attività fisica: il movimento e l’esercizio stimolano la produzione di liquido sinoviale, il lubrificante delle nostre articolazioni, oltre ad avere anche potenti effetti antinfiammatori.
  • Rinforzare la muscolatura di supporto: quindi quella disposta attorno all’articolazione, e più in generale di tutto l’arto inferiore.
  • Correggere eventuali vizi posturali e posizioni scorrette
  • Ridurre o evitare carichi eccessivi e ripetuti
  • Assumere abitudini antinfiammatorie: come sappiamo l’artrosi è un processo infiammatorio che può essere controllato tramite l’assunzione di alcune abitudini anti-infiammatorie, scopri quali sono le migliori 5 nell’articolo dedicato (clicca qui).

Sintetizzando, potremmo dire che la prevenzione primaria mira ad evitare che il problema si presenti, attraverso una corretta alimentazione, un’adeguata attività fisica e abitudini di vita sane.

Prevenzione secondaria

La prevenzione secondaria per l’artrosi al ginocchio si basa invece sul controllo medico.

Sotto prescrizione medica infatti, possono essere assunti farmaci o terapie farmacologiche che mirano al controllo della malattia.

Inoltre come prevenzione secondaria possono essere effettuati anche dei controlli periodici dello stato artrosico dell’articolazione.

Tuttavia ci sentiamo di sconsigliare di attuare questo tipo di prevenzione come prima scelta, in quanto risulta decisamente più invasiva, e non sempre più efficace.

Al contrario la prevenzione primaria risulta essere ancora la prima scelta per la prevenzione di questa patologia.

Lifestyle

Articolo a cura di: Giacomo Borghi, in collaborazione con Roberto Bombagi.

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Bibliografia
  • Hunter Hsu; Ryan M. Siwiec. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK507884/, ultimo aggiornamento: 29 giugno 2020.
  • HS Kan et al., “Non-surgical treatment of knee osteoarthritis”, Hong Kong Med J 2019;25:127–33.
  • L. De Filippis et al., “Epidemiologia e fattori di rischio dell’osteoartrosi: review della letteratura e dati dal progetto OASIS”, Reumatismo, 2004; 56(3):169-184.
  • Larissa Sattler et al., “Changes to rehabilitation after total knee replacement”, AJGP Vol. 49, No. 9, September 2020

Giacomo Borghi

 

Giacomo Borghi, classe 1991.

Dopo il diploma scientifico, ho intrapreso il percorso universitario in Fisioterapia all’Università Politecnica delle Marche laureandomi nel 2014. Ho iniziato subito a lavorare in libera professione collaborando con molti centri riabilitativi e istituti di riabilitazione dove ho avuto la fortuna di affrontare una grande varietà di casi, sia di natura ortopedica che neurologica. Il mio percorso formativo non si è mai concluso e ho proseguito con corsi di terapia manuale e corsi con focus sulla colonna vertebrale. Ho frequentato il master in Idrokinesiterapia all’Università di Pisa e il corso di specializzazione in riabilitazione neurologica con concetto Bobath. Ho collaborato con la FIPSAS per la formazione degli istruttori, occupandomi della parte inerente al sistema nervoso e le malattie di tipo neurologico. Sono molte le passioni che ho, ma quella che a cui mi dedico di più è lo sport perché so che tenermi attivo aiuta la mia salute. 

e-mail: ft.giacomoborghi@gmail.com